La Bibbia è un libro perfetto?
Comprendere il fattore linguistico delle traduzioni e perché è improbabile che la Bibbia sia infallibile.
La maggior parte di coloro che parlano una lingua straniera, sa che ogni lingua ha le sue peculiarità. In molte lingue non ci sono delle parole o anche un modo per esprimere certe idee. Per esempio, i Sami sono un popolo indigeno, che vive in alcune parti del lontano nord della Svezia, della Norvegia, della Finlandia, della Penisola di Kola, in Russia e nella zona di confine tra Svezia e Norvegia e ha centinaia di parole per definire la “neve”. La maggior parte delle lingue non sarebbe in grado di tradurre con precisione tante parole, per la neve. Alcuni linguaggi non hanno nemmeno una parola per la neve, perché, in alcune parti del mondo, la neve è, o era prima della televisione e della tecnologia moderna, un evento sconosciuto, che non si era mai verificato.
Di solito, quando la gente ha bisogno di una parola che non esiste, nella propria lingua, prende in prestito le parole di un’altra lingua, che dispone di quella parola o di quel concetto, ma anche allora, il significato di solito non è esatto. Anche in inglese, abbiamo centinaia di parole che sono state prese in prestito da altre lingue e che usiamo ogni giorno. Prendere in prestito parole da altre lingue, crea un ricco patrimonio culturale e di diversità, che deve essere abbracciato con entusiasmo, ma forse, non dovremmo esagerare con quest’idea. Lo studio delle lingue si chiama linguistica.
Entro la prima metà del 18° secolo, la versione inglese autorizzata, della Bibbia, era effettivamente la traduzione ufficialmente accettata e usata nelle chiese protestanti, anglicane e di altro tipo. Nel corso del 18° secolo, la versione autorizzata sostituì la Vulgata latina, come versione standard delle scritture, per gli studiosi di lingua inglese. Il punto è che da qualche parte, lungo il percorso della traduzione, ci sarà stato, ragionevolmente, un ragionamento sul come tradurre qualcosa, da una lingua all’altra. Questo non significa che la Bibbia sia imprecisa o banale. In realtà, non c’è dubbio che tutti i traduttori abbiano lavorato sotto la direzione e l’ispirazione di Dio, nella traduzione delle loro rispettive parti, ma l’idea di infallibilità, da un punto di vista linguistico è insostenibile.
Vari profeti mormoni, hanno affermato, nelle loro registrazioni, che, dal momento in cui è stato loro richiesto di tradurre da diverse lingue, eventuali errori erano da attribuire a loro e non a Dio. E’ interessante vedere che anche loro comprendevano il processo linguistico, anche se lavoravano sotto l’ispirazione dello Spirito Santo e di Dio.
Quando il Libro di Mormon fu pubblicato, la prima volta, c’erano molti errori di grammatica e di stampa, che furono successivamente corretti, ma non influenzarono il contenuto o lo spirito con cui le traduzioni erano state fatte. Proprio perché c’erano delle correzioni in tali cose meno importanti, non significa che le traduzioni non siano valide. Quando Martin Lutero tradusse la Bibbia, c’era un uomo in particolare, il suo superiore, che, secondo Lutero, fece un certo scalpore, quando egli fece un piccolo errore, e venne adeguatamente criticato, poiché egli non capì che Lutero stava lavorando sotto la guida dello Spirito, anche quando faceva degli errori minori.
Anche nel processo di traduzione ci sono una serie di ostacoli importanti, che influenzano l’interpretazione complessiva del lavoro prestato e, senza dubbio, Lutero ha dovuto prendere anche quelle decisioni. Così vediamo che non stiamo solo parlando di modifiche di modesta entità, ma anche di decisioni importanti che possono influenzare la resa di una traduzione. Un esempio potrebbe essere il rendere la traduzione in prima o terza persona. La traduzione dovrebbe avvenire in maniera continua, sulla base della decisione del traduttore, e un lettore dovrebbe trarre le sue conclusioni generali, in base al modo in cui è stata fatta la traduzione.
Nella Bibbia di Lutero, del 1534, egli ha pubblicato una sezione, tra i testamenti, tra l’Antico e il Nuovo. In quell’edizione, Lutero parlò di un argomento che lo appassionava, fortemente formulato e controverso (la ragione e il punto di discussione): egli parlò contro l’inserimento di opere apocrife, come materiale scritturale, che non dovrebbero essere incluse nella Bibbia.
Lutero era ben consapevole dei problemi di traduzione, dopo tutto se ne era occupato per molti anni, mentre traduceva la Bibbia dal latino al tedesco. Non voleva includere alcune delle opere, nelle edizioni seguenti, e cercava di escluderle definitivamente. Lutero amava le Scritture, ma la sua dichiarazione di infallibilità gli ha permesso di escludere, in modo permanente, quel materiale dalle future edizioni. Parte del materiale venne escluso giustamente, ma altro no. L’idea di Lutero dell’infallibilità, a quanto pare, ha funzionato, perché la sezione intertestamentale, nella sua precedente Bibbia, venne definitivamente esclusa nelle nuove traduzioni e diede luogo alla stessa azione, da parte di altri, che, con questo pretesto, dicevano che non c’era più nulla da aggiungere in futuro.
Lutero era un purista, e il suo tentativo di riformare la Chiesa cattolica non funzionò, ma egli respinse anche alcune parti preziose del Vangelo, non solo nelle Scritture, ma anche per quanto riguarda il “sacerdozio”, perché egli affermò che il battesimo, in sé, era un sacerdozio santo. I cattolici rivendicarono il sacerdozio attraverso l’apostolo Pietro, ma se ci fosse stata un’apostasia, quelle chiavi del sacerdozio sarebbero andate perdute. I cattolici negano ci sia mai stato un allontanamento o un’apostasia. Lutero fu scomunicato per le sue idee e i suoi insegnamenti. Lutero respinse anche le tradizioni orali, che erano state stabilite nella chiesa fin dall’inizio.
I mormoni credono che Lutero venne ispirato da Dio, per fare un passo in avanti, preparatorio alla restaurazione del Vangelo, in tempi moderni. Questo allontanamento o apostasia era stato precedentemente previsto dai profeti (vedi 2 Pietro 2:1, Matteo 24:9-12, Giovanni 16:1-3, Amos 8:11, 2 Tessalonicesi 2:3-4), anche prima del periodo di Lutero, ma continuò fino alla restaurazione del Vangelo, da parte di Joseph Smith, nel 1830. Gli stessi protestanti concordano sul fatto che l’apostasia era già avvenuta, ma per loro era sufficiente una riforma, mentre per i mormoni era necessaria una completa restaurazione e Joseph Smith fu uno strumento nelle mani di Dio, per realizzare questa restaurazione. I mormoni sostengono anche la restaurazione del sacerdozio, attraverso l’apostolo Pietro, che come essere risorto apparve a Joseph Smith e gli diede le chiavi del sacerdozio.
Supporto biblico di errori linguistici e grammaticali nelle traduzioni
Prima di respingere questo argomento, si consideri che le complicazioni linguistiche sono effettivamente supportate biblicamente, a causa della torre di Babele (in ebraico: Migdal Bavel, in arabo: Burj Babil), la quale, secondo il Libro della Genesi, era un’enorme torre costruita nella pianura di Sennaar.
Secondo il racconto biblico, l’umanità intera, generazioni dopo il Diluvio Universale, parlava una sola lingua e alcuni migrarono da est, nel paese di Sennaar, dove decisero di costruire una città, con una torre “con la cima nel cielo… per non essere dispersi sulla faccia della Terra.”
Dio venne a vedere cosa stessero facendo e disse: “ Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.” Allora Dio disse: “ Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua. E così Dio li disperse sulla faccia della Terra, e confuse le loro lingue, ed essi cessarono di costruire la città, che si chiamò Babele”, perché là Dio confuse la lingua di tutta la terra” (Genesi 11:5-8 ).
In una recente citazione sul giornale vaticano “L’Osservatore Romano” (9 agosto 2011) circa il compito di completare le nuove traduzioni dei Messali romani e della Bibbia, monsignor Juan Miguel Ferrer Grenesche, dice: “Tradurre è tradire…”, riferendosi alla fatto che le due parole, nella lingua italiana sono molto simili. Il traduttore tradisce l’idea: “è vero in gran parte, dal momento che il traduttore, anche se involontariamente, può tradire il testo, perché non è facile trasmettere fedelmente un testo, in un’altra lingua. Da un lato, si deve essere fedeli all’originale e alle espressioni dell’autore: dall’altro, è necessario rispettare il genio della lingua in cui il testo viene tradotto. Non è un equilibrio facile da raggiungere.” Egli continua dicendo che “… i traduttori hanno perso un po’ della loro fedeltà al testo originale latino… in particolare, quando il testo latino ha una eco importante dei primi padri della Chiesa o del fondamento di una teologica tradizionale”.
L’idea che la Bibbia sia infallibile (senza errori e perfetta), suggerisce che se fosse stata scritta in qualsiasi altra lingua, se non quella in cui è stata scritta o è stata originariamente parlata, sarebbe imperfetta. Se fosse stata originariamente scritta in ebraico, allora forse non ci dovrebbero essere traduzioni seguenti. E se fosse stata scritta in aramaico, tradotta in greco, poi in latino, poi tedesco, inglese e francese, quindi? Significa invalidare la Bibbia? Certo che no, le traduzioni bibliche e scritturali sono fatte sotto l’influsso dello Spirito Santo e interpretate dai lettori, sotto l’influenza dello Spirito Santo. Se ci sono errori grammaticali o di traduzione, che differenza fa? Nei testi scritturali, devono essere fatti degli adattamenti.
Ecco un altro esempio dall’Enciclopedia Cattolica Nuova dell’Avvento:
L’ebraico era la lingua parlata dagli antichi israeliti e in cui erano composti quasi tutti i libri dell’Antico Testamento. Il nome ebraico applicato al linguaggio è un uso piuttosto recente, che si verifica, per la prima volta, nel prologo greco di Ecclesiaste, circa il 130 a.C. In Isaia 19:18, è designata come “lingua di Canaan”. In altri passaggi (2 Re 17:26, Isaia 36:11; Neemia 13:24) si parla di “‘linguaggio ebrei” (ioudaisti, judaice). In tempi successivi, il termine “lingua sacra” è stato, talvolta, impiegato dagli ebrei, per indicare la Bibbia ebraica, in opposizione al “linguaggio profano”, vale a dire i dialetti aramaici che, alla fine, hanno usurpato il posto dell’altro, come lingua parlata.
Nel Nuovo Testamento l’utilizzo dell’aramaico è corrente e viene spesso chiamato dialetto ebraico (hebrais dialektos, Atti 21:40, 22:02, 26:14), non nel senso stretto della parola, ma perché era il dialetto in uso tra gli ebrei della Palestina. Tra gli studiosi della Bibbia, la lingua del Vecchio Testamento, viene talvolta definita “antica” o ebraico “classico”, in opposizione al neo-ebraico del Mishna. Con l’eccezione di pochi frammenti, e, cioè, un versetto di Geremia (X, 11), alcuni capitoli di Daniele (II, 4b-VII, 28) e Ezra (Ezra 4:08-6:18, 7:26), che sono in aramaico, tutti i libri canonici dell’Antico Testamento sono scritti in ebraico. Lo stesso vale anche per alcuni dei libri deuterocanonici o frammenti (sul Siracide non vi è più alcun dubbio, e vi è la stessa probabilità per Daniele 3:24-90, 13, 14 e 1 Maccabei) e parimenti alcuni degli Apocrifi, ad esempio, il Libro di Enoch, i Salmi di Salomone, ecc, oltre ad alcuni scritti senza documenti, della lingua ebraica, che sono giunti fino a noi, tranne alcune iscrizioni, ad esempio quella di Siloe, scoperta a Gerusalemme nel 1880, e appartenente al VIII secolo a.C. con una ventina di sigilli, risalente a prima della cattività e contenente poche cose, come dei nomi propri, e, infine, alcune monete appartenenti al periodo dei Maccabei.
Quindi da questo ci viene ricordato, ancora una volta, che il linguaggio gioca sempre un ruolo decisivo nel modo in cui un lavoro viene tradotto. Questo non significa che siamo abbandonati a noi stessi, però, perché quando leggiamo le opere della Bibbia o altre ispirate, noi interpretiamo secondo la guida e l’ispirazione dello Spirito Santo. I critici del mormonismo, spesso commentano negativamente le revisioni fatte al Libro di Mormon, ma in verità, se guardassero un po’ più in là, se questo fosse il loro reale intento, dovrebbero ammettere che la loro tesi non è validità.
“Ogni anno, diversi manoscritti del Nuovo Testamento, scritti a mano, nel formato originale greco, vengono scoperti. L’ultimo importante ritrovamento fu nel 2008, quando 47 nuovi manoscritti furono scoperti in Albania, almeno 17 dei quali sconosciuti agli studiosi occidentali.
Quando si confronta un manoscritto, con un altro, con l’eccezione dei più piccoli frammenti, non esistono due copie completamente identiche in tutto. Si noti, tuttavia, che una sola differenza impedisce l’accordo. C’è stata una stima di 400.000 varianti tra tutti questi manoscritti (dal 2° al 15° secolo) che è più di tutte le parole presenti nel Nuovo Testamento. Questo dato, però, è meno importante di quanto possa apparire, poiché è un confronto attraverso i confini linguistici. Stime più importanti si concentrano sul confronto tra testi all’interno della stessa lingua. Tali variazioni sono molto inferiori. La stragrande maggioranza di queste, sono errori accidentali fatte da scribi e sono facilmente identificati come tali: una parola omessa, una linea di duplicato, un errore di ortografia, un riarrangiamento di parole. Alcune varianti comportano un cambiamento apparente delle intenzioni, che spesso rendono più difficile determinare se sono correzioni da esemplari migliori, armonizzazioni tra letture o cambiamenti motivati ideologicamente. La paleografia è lo studio della scrittura antica e la critica testuale è lo studio dei manoscritti, al fine di ricostruire un probabile testo originale” (Wikipedia: Manoscritto biblico).
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Abbiamo creato questo sito per contribuire a dissipare le idee sbagliate sui Mormoni (membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni) e il loro modo di usare la Sacra Bibbia e di considerarla. In primo luogo, alcune persone erroneamente pensano che i Mormoni non usino la Bibbia. Questo è falso. I mormoni rispettano e studiano la Bibbia come parola di Dio rivelata tramite i suoi antichi profeti. Nei paesi di lingua inglese, viene più spesso utilizzata la Versione inglese di Re Giacomo. La Chiesa ha pubblicato una Versione di Re Giacomo per i suoi membri.
Dalla traduzione originale non è stato tolto o cambiato nulla. Sono stati aggiunti note e riferimenti incrociati, in modo che i membri della chiesa possano vedere la relazione tra le altre scritture della chiesa, con quello che stanno leggendo nella Bibbia. Ci sono anche un Dizionario Biblico, una guida ai temi, mappe, fotografie a volte (a seconda della dimensione e lo stile della Bibbia che si acquista), un dizionario geografico, e in fondo, alcuni dei versetti biblici che sono stati ritradotti da Joseph Smith (il primo profeta della Chiesa). A sinistra c’è una pagina da una versione della Bibbia di Re Giacomo pubblicata dalla Chiesa. potete confrontarla con le altre bibbie della stessa versione, e si può vedere come sono stati aggiunti i versi e i riferimenti incrociati.I mormoni trascorrono tre ore in chiesa la domenica, e una di queste tre ore (la scuola domenicale) è dedicata allo studio delle Scritture. Vi è un corso di studio che si ripete ogni quattro anni – un anno il Vecchio Testamento, un anno il Nuovo Testamento, un anno il Libro di Mormon, e un anno Dottrina e Alleanze / Storia della Chiesa e la Perla di Gran Prezzo,un altro libro di Scritture Mormoni, è breve e riguarda principalmente la creazione, in modo che va letto con l’Antico Testamento. Pertanto, due dei quattro anni di studio delle Scritture sono impiegati a conoscere la Bibbia.
Un’altra falsa percezione è che i mormoni abbiano sostituito la Bibbia con il Libro di Mormon, che alcuni amici di altre fedi hanno soprannominato “la Bibbia Mormone . “Anche questo è falso. Il Libro di Mormon: un altro testamento di Gesù Cristo è un libro separato e convalida e sostiene la Bibbia. In questo sito, vi mostreremo come opera inserendo insegnamenti della Bibbia e poi dicendovi che cosa ha da dire in proposito il Libro di Mormon.
Alcune persone pensano che i mormoni ignorino o smentano intere sezioni della Bibbia, perché crediamo nella Bibbia solo “per quanto sia tradotta correttamente.” Anche questo è falso. I profeti mormoni e gli studiosi religiosi hanno fatto molti sforzi per capire l’ intento originale e il messaggio di ogni brano della Bibbia, anche se alcune parti sono scomparse o altre sono state aggiunte nel corso dei secoli. gli studiosi santi degli Ultimi giorni sono tornati ai testi originali. Nella pagina visualizzabile sopra, vedrete una spiegazione del significato in greco.
In verità, i mormoni, alla fine accettano la Bibbia più di qualsiasi altra fede orientata su di essa. Alcuni cristiani ignorano l’Antico Testamento, altri ignorano Giacomo e altri libri che enfatizzano le opere, sul sentiero della perfezione. In alcuni casi vi è un solo una semplice menzione nella Bibbia di dottrine ben note nella chiesa antica. Ad esempio, Paolo parla del battesimo per i morti in un solo versetto del Nuovo Testamento. Ci vuole la rivelazione tramite i profeti e una ricerca delle pratiche nella chiesa antica per capire il suo messaggio. Ci sono numerose segnalazioni, nel Nuovo Testamento di un sacerdozio continuo e gruppi di seguaci del Nuovo Testamento, che hanno detenuto il sacerdozio (Aaronne e Melchisedek). tuttavia, quella conoscenza si è perduta per la maggior parte delle sette cristiane.
Alcune persone pensano che i mormoni abbiano peccato aggiungendo altre scritture alla Bibbia, a causa delle istruzioni impartite nel Libro della Rivelazione, che non possono essere aggiunte Scritture. Si tratta di un’idea errata.
Ecco cosa troverete su questo sito.
- Lezioni di Bibbia con intuizioni da altre scritture mormoni e citazioni di moderni profeti
- Articoli su vari argomenti della Bibbia
- Articoli generici sulle credenze Mormoni
- Come il Libro di Mormon e la Bibbia insieme rispondono alle domande più imbarazzanti della vita
Non tenete la religione ai margini della vostra vita
di Carrie Sheffield e Jamshid Askar
CAMBRIDGE, Mass. — L’anziano Dallin H. Oaks ha esortato gli studenti di Harvard venerdì ad avere un approccio meno superficiale alla religione, un approccio ha detto che è esacerbato dal sistema universitario secolare americano.
Constatando che parlare a un pubblico così diverso è una sfida, l’anziano Oaks, membro del Quorum dei Dodici Apostoli della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ha detto: “Il mio obiettivo è quello di illuminare molte zone e modi di pensare che sono alla base di alcuni malintesi sulla nostra dottrina e pratica “.
L’anziano Oaks ha riconosciuto che le dottrine e valori SUG non sono ampiamente compresi da coloro che non sono di fede SUG, e ha detto che il suo disappunto con quello che “è solo ridotto leggermente ” dalla ricerca che mostra “che sul tema della religione gli americani in generale sono ‘profondamente religiosi’, ma ‘profondamente ignoranti’. ”


